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Termostati


Che si debba stabulare un serpente, una tartaruga, un’iguana o qualunque altro rettile richieda una fonte di calore nel suo terrario, è molto probabile che l’impiego di un termostato sia fondamentale per essere sicuri di ottenere temperature controllate, costanti ed un corretto set-up. Ma come funzionano i termostati, e qual è il più indicato per all’uso che andremo a farne?

Che cos'è e a cosa serve un termostato?

Un termostato è quello strumento di controllo che permette di mantenere costante la temperatura di un sistema: ad esso collegheremo il nostro riscaldatore, come ad esempio un tappetino o un cavetto riscaldante, una lampada, un pannello radiante, e sarà il termostato ad essere collegato alla corrente elettrica. I termostati utilizzati nella terraristica sono dotati di una sonda che andrà posizionata nella zona che ci interessa mantenere a temperatura costante. Grazie ad essa, il termostato campionerà costantemente la temperatura ed, in via generale, attaccherà il riscaldatore solo quando ce ne sarà bisogno, evitando un dispendio inutile di corrente. Ma non tutti i termostati sono adatti all’utilizzo con qualunque riscaldatore, e più avanti scopriremo perché.

Sono diversi i marchi, più o meno famosi, ad aver progettato e lanciato sul mercato termostati dedicati alla stabulazione degli animali in terrario. Fino a qualche tempo fa, si parlava solamente di termostati analogici: sono i classici, ancora attuali e utilizzatissimi, dotati di una manopolina che basta girare fino a puntare l’indicatore sui gradi che desideriamo mantenere costanti.

Termostati Digitali per terrari e rack

Da qualche tempo, sono approdati sul mercato terraristico anche i termostati digitali, dotati in genere di uno schermo retroilluminato. Con l’avvento del digitale, i produttori sono riusciti ad inserire all’interno dei termostati diverse funzioni supplementari, alcune delle quali utilissime: la possibilità, ad esempio, di impostare orologio e temperature diverse per il giorno e per la notte (senza dover utilizzare un timer o un sensore separato – unico “escamotage” che si utilizza con i termostati analogici predisposti) in modo da riprodurre i cambiamenti termici giornalieri che avvengono normalmente in natura. Questa innovazione è fondamentale sia per quelle specie che hanno bisogno, in fase di accoppiamento, di seguire un periodo di “ciclaggio” che prevede l’abbassamento delle temperature generali accompagnato dall’ulteriore abbassamento delle temperature notturne, sia per l'incubazione di alcune uova che è bene seguano l'abbassamento notturno delle temperature.

Tra le altre innovazioni incluse in alcuni termostati digitali in commercio troviamo l’allarme, che avviserà di eventuali problemi con i riscaldatori, la temperatura sempre riportata sullo schermo (con gli analogici, essendo sprovvisti di display, è necessario utilizzare un termometro separato per tenere sempre d’occhio le temperature), o addirittura, nei termostati più completi ed avanzati, la possibilità di utilizzare il termostato in maniera "invertita" per il raffreddamento (collegandovi ad esempio un refrigeratore o delle ventole). Alcuni termostati digitali per rettili fungono anche da igrostati: rilevano e controllano l’umidità ambientale con l’ausilio di una presa separata e dedicata alla quale possono essere collegati un vaporizzatore, una ventola o un deumidificatore in base all’utilizzo che vorremo farne.

Ad ogni tipo di riscaldatore, il suo termostato!

Ma non tutti i termostati possono essere utilizzati per ogni genere di riscaldatore. Cosa significa e perchè? Cercheremo di spiegarlo in parole semplici (non ce ne vogliano gli esperti del settore!).

I termostati possono avere diversi “meccanismi” o modalità di funzionamento.


ON/OFF

Appartengono a alla categoria dei Termostati on/off la maggioranza ed in genere i termostati più economici che si trovano sul mercato. La loro modalità di funzionamento prevede molto semplicemente che la fonte di calore collegata sia accesa all’occorrenza, espressa al massimo della sua potenza e poi spenta del tutto una volta che la sonda avrà rilevato di aver raggiunto i gradi desiderati. Questo genere di termostato riesce a mantenere un range di precisione di circa un paio di gradi. Ad esempio, se a noi interessa ottenere 28°C nel punto in cui posizioniamo la sonda, le nostre temperature varieranno molto probabilmente tra i 27°C ed i 29°C.

Possono essere collegati a questo genere di termostato: tappetini riscaldanti, cavetti riscaldanti, pannelli radianti, lampade in ceramica, lampade ad infrarossi – in generale tutte le fonti di calore NON luminose (immaginate una lampada luminosa collegata ad un termostato del genere: verrebbe spenta e riaccesa continuamente, fulminandosi in tempi record e sballando totalmente la percezione della luce dei vostri animali!)

IMPULSI

I termostati ad impulsi funzionano in maniera un po’ diversa rispetto agli ON/OFF. Come questi, attivano i riscaldatori collegati esprimendo al massimo la loro potenza ma non rimangono accesi in maniera continua e costante. Trasmettono, invece, degli “impulsi” di corrente al riscaldatore che possono essere più o meno lunghi e distanziati tra loro in base a quanto la temperatura sia vicina a quella impostata. Quando temperatura e riscaldatore si saranno stabilizzati, si otterrà un range di precisione di circa un grado o addirittura meno. Ad esempio, se a noi interessa ottenere 28°C nel punto in cui posizioniamo la sonda, le nostre temperature rimarranno attorno ai 27,5-28,5°C. Data la sua precisione, la modalità ad impulsi è quella preferita dalla maggioranza degli allevatori, ed i termostati ad impulsi sono spesso scelti anche per le incubatrici per le uova di rettili, nelle quali il mantenimento costante delle temperature è di fondamentale importanza.

Possono essere collegati a questo genere di termostato: tappetini riscaldanti, cavetti riscaldanti, pannelli radianti, lampade in ceramica, lampade ad infrarossi – in generale tutte le fonti di calore NON luminose (immaginate una lampada luminosa collegata ad un termostato ad impulsi: verrebbe spenta e riaccesa continuamente con un effetto “strobo”, fulminandosi in tempi record e sballando totalmente il ritmo circadiano e la percezione della luce dei vostri animali!)

DIMMING

I termostati dimming differiscono totalmente dagli ON/OFF e da quelli ad impulsi poiché il loro metodo di funzionamento gli consente di regolare la potenza dei riscaldatori collegati, “dimmerando”, di conseguenza, anche il calore espresso. Viene da sé che un termostato del genere sia in grado di mantenere la temperatura con una precisione estrema, in un range di solo qualche decimo di grado. Ad esempio, se a noi interessa ottenere 28°C nel punto in cui posizioniamo la sonda, le nostre temperature rimarranno probabilmente attorno ai 27,8-28,2°C. Proprio grazie al dimmer, inoltre, i termostati che funzionano in questa modalità sono gli unici in grado di controllare il calore emesso dalle lampade (alogene o ad incandescenza) regolandone la luminosità – senza dunque accenderle e spegnerle completamente. Sono perfetti, dunque, per l'utilizzo con le lampade spot. Alcuni termostati a dimming richiedono che il riscaldatore collegato rispetti un wattaggio minimo, per poter funzionare in maniera corretta (in genere è 40W per i termostati analogici Habistat.)

Possono essere collegati a questo genere di termostato: tappetini riscaldanti, cavetti riscaldanti, pannelli radianti, lampade in ceramica, lampade alogene e ad incandescenza. NON possono essere dimmerate e termostatate in genere: lampade che emettono anche UVB (Solar Raptor Vapori di mercurio, HDI e altre marche), lampade ad infrarossi.

Lampade


La luce solare con il suo spettro luminoso è un elemento fondamentale ed essenziale per la vita di molte specie di rettili, e non solo. E` per questo che, in cattività, l'allevatore deve provvedere alle loro esigenze di calore (raggi infrarossi), ma anche di raggi UVA ed UVB esattamente come se fossero in natura. In commercio esistono diverse tipologie di lampade che emettono raggi UVA ed UVB, che non sono uguali tra loro e sono più o meno adatte alle varie specie. Come possiamo dunque essere certi di fare l'acquisto giusto?

Già solo studiando le abitudini dei rettili nel loro habitat naturale potrete farvi un’idea delle loro necessità in merito alla luce solare – e con l’ausilio di schede d’allevamento dedicate potrete attrezzare i loro alloggi di conseguenza. Verrà da sé che, ad esempio, specie di serpenti dalle abitudini crepuscolari/notturne – come Pantherophis guttatus, Python regius, Boa constrictor, non hanno l’abitudine di stazionare (fare “basking”) alla luce del sole, preferendo stare rintanate di giorno evitando i predatori. Per queste specie e per quelle con abitudini simili, il calore è essenziale ma non sembra lo siano i raggi UVA/UVB. Nonostante ciò, alcuni consigliano, e ci sentiamo di farlo a nostra volta, di fornire comunque una lampada con basse emissioni di UVA/UVB anche agli animali notturni – emissioni che devono essere sempre adeguate all’areale di appartenenza della specie allevata, arredando il terrario in maniera che vi siano tane e zone d’ombra nelle quali l’animale possa, volendo, ripararsi esattamente come succede in natura.

Per altre specie di rettili, invece, come tartarughe e sauri (ma non solo!), i raggi UVB sono importantissimi: giocano un ruolo chiave nella sintesi della vitamina D3, insieme al calore (che deve essere presente in contemporanea!). Anche per le "Trachemys scripta", le tartarughe d'acqua più diffuse, gli UVB sono essenziali! (Fonte Todd Pusser)

In commercio si trovano diverse lampade che provvedono all’emissione di raggi UVA/UVB:
  • I classici “Neon” fluorescenti, lineari oppure compatti che, non emettendo calore, vanno usati “in coppia” con lampade classiche ad incandescenza dette “spot”. Sono indicati per quelle specie il cui habitat naturale non è in genere in pieno sole (ad esempio: fronde degli alberi o boschi) o, comunque, per tutti quei terrari che, a causa delle dimensioni, non permetterebbero l’utilizzo di lampade “complete” che emettono calore, UVA ed UVB contemporaneamente, come le Solar Raptor. Le loro emissioni cominciano a scemare attorno ai 6 mesi di utilizzo, trascorsi i quali vanno sostituiti (in brand come Arcadia le emissioni ottimali durano fino a 9 mesi di utilizzo!).
  • Lampade “complete”, come quelle agli alogenuri o ioduri metallici HID o quelle ai vapori di mercurio MVL di Solar Raptor, che emettono calore, UVA ed UVB contemporaneamente. Queste lampade hanno il vantaggio di emettere grandi quantità di UV- ma non possono essere termostatate, per cui vanno utilizzate in terrari e ambienti di dimensioni adeguate, decidendone con attenzione il wattaggio. Vanno sostituite trascorso un anno di utilizzo.
    Le lampade agli alogenuri metallici ed ai vapori di mercurio Solar Raptor vantano le emissioni di raggi UV- migliori
Bisogna ricordare sempre che:
  • le emissioni in percentuale di UVB devono essere adeguate alle abitudini della specie allevata – se si tratta di animali che in genere fanno basking nei tropici alle prime ore del mattino, avrete bisogno di una quantità percentuale di UVB nettamente inferiore rispetto ad animali deserticoli che fanno basking in pieno sole.
  • il punto di basking dovrebbe essere ampio abbastanza da contenere TUTTO il corpo dell’animale. Quando si hanno animali molto grandi, come Iguana sp., grandi testuggini, Tupinambis sp. è consigliabile affiancare più lampade tra loro in modo da “allargare” lo spot di basking.
  • in qualunque terrario, qualunque sia la specie allevata, bisogna sempre provvedere ad inserire zone d’ombra e tane perché l’animale possa scegliere se stare alla luce diretta, all'ombra, o comunque il gradiente termico nel quale sostare.
  • le lampade vanno posizionate IN ALTO, sopra la testa dell’animale e mai lateralmente, per evitare danni agli occhi (ed alle lampade stesse).

    All'interno del sito trovate un'ampia gamma di lampade UVB, in pronta spedizione!

Incubazione


La fine dell’inverno e l’inizio della primavera sono senz’altro tra i periodi più attesi dell’anno per ogni appassionato che si cimenti nell’ allevamento di specie ovipare: tra le più gettonate abbiamo serpenti, gechi, sauri, testuggini, camaleonti. Che sia dunque la vostra prima esperienza o che siate già ferrati in materia, se avete accoppiato degli animali e siete in attesa di uova che andranno incubate ad una determinata temperatura, sappiate che potrete costruire la vostra incubatrice in maniera molto semplice e veloce (e, soprattutto, senza spendere troppi soldi!), ottenendo un risultato preciso quanto (e più, in alcuni casi!) quello che avreste utilizzando un’incubatrice professionale. In questo articolo del blog HerpItalia vi spiegheremo passo per passo cosa vi serve e su cosa puntare per costruire un’ottima incubatrice fatta in casa.
Consideriamo inoltre che spesso un allevatore ha l’esigenza di incubare uova di specie diverse che richiedono, pertanto, parametri e temperature di incubazione differenti tra loro. Affidarsi ad incubatrici professionali, in questo caso, richiederebbe una spesa non da sottovalutare. Tutto ciò che utilizzerete per costruire la vostra semplice incubatrice home made per uova di rettili, invece, potrà essere riutilizzato con facilità il resto dell’anno per i vostri animali!
Un’incubatrice professionale presenta tre caratteristiche fondamentali che andrete a riprodurre nella vostra incubatrice fatta in casa:

  • è coibentata
  • ha un riscaldatore integrato che si accende al bisogno
  • è dotata di un termostato che fa in modo che la temperatura sia quanto più costante possibile.

Come facciamo ad essere sicuri che la nostra incubatrice per uova di rettili mantenga la temperatura?

Il “contenitore” che andrà a costituire la nostra incubatrice, richiedendo un’ottima coibentazione, sarà molto semplicemente un box in polistirolo. In commercio ne esistono di varie tipologie, spessori e densità: scegliete sempre quelli a densità più elevata, poiché sono in grado di mantenere la temperatura interna con più precisione e più a lungo. Va bene anche riciclare i box in polistirolo che trovate in giro e che sono usati per alimentari e farmaci, facendo sempre attenzione allo spessore! Vi consigliamo di utilizzarne di abbastanza grandi, anche se dovrete incubare poche uova: sarà più difficile avere sbalzi di temperatura importanti.


Come riscaldiamo la nostra incubatrice fatta in casa?

Il riscaldatore più appropriato per un’incubatrice, secondo la nostra esperienza, è il tappetino riscaldante. Li preferiamo di gran lunga ai cavetti riscaldanti per diversi motivi: la facilità di posizionamento innanzitutto (quelli adesivi sono praticamente già pronti!) e perché, riscaldando ad infrarossi, non seccano eccessivamente l’aria ed è più difficile che l’ambiente si surriscaldi. I cavetti riscaldanti possono andare ugualmente bene, ma sono un po’ più macchinosi da posizionare (le anse troppo ravvicinate rischiano di surriscaldare e di fondere il polistirolo) e bisogna fare attenzione ad utilizzarne una porzione appena necessaria ad ottenere i gradi desiderati. Qualunque sia la vostra scelta, comunque, ricordate questo passaggio fondamentale: il wattaggio del vostro riscaldatore deve essere sì abbastanza elevato da raggiungere la temperatura target ma, provando a collegarlo direttamente alla corrente senza un termostato (quindi facendo in modo che esprima a pieno la sua potenza) non dovrebbe superare il target di molto!

Questo importante dettaglio è frutto dell’esperienza, non sempre purtroppo positiva: seguendo il consiglio, avrete più tempo per accorgervi se qualcosa non dovesse andare (Ad esempio, se il termostato andasse in tilt per qualche motivo o ci fosse un blackout!) o per correggere qualche errore di distrazione (come lasciare l’incubatrice aperta troppo tempo mentre ispezioniamo le uova: il termostato rilevando che la temperatura si è abbassata attaccherà al massimo della sua potenza il riscaldatore e chiudere il coperchio dopo diverso tempo potrebbe voler dire ritrovarsi una temperatura ben oltre il nostro target, e per un bel po’!)


Come posizioniamo il riscaldatore nell'incubatrice in maniera corretta?

Bisogna tenere presente che un box in polistirolo ad alta densità terrà temperatura pressoché uniforme al suo interno ed in ogni sua parte, indipendentemente da dove posizionerete il tappetino. Ovviamente, la regola fondamentale perché questa condizione sia costante è aprire l’incubatrice il meno possibile, servendoci di termometri di controllo con sonda che ci permettano di sapere sempre all’interno come procede il tutto senza dover ogni volta aprire il coperchio. Se vorrete cimentarvi con il fai-da-te, potete pensare di "ritagliare" la porzione centrale del coperchio in polistirolo, andando a richiuderla con un foglio di plexiglass: in questo modo potrete sbirciare all'interno della vostra incubatrice in ogni momento, senza dovela aprire. Attaccando il tappetino ad una delle pareti laterali del box, avrete forse qualche decimo di grado in più nei contenitori delle uova più prossimi ad esso ma, posizionando la sonda del termostato in quei pressi, sarete sempre certi che in ogni caso non sarà elevata.

Ed i contenitori più lontani? Poco male, qualche decimo di grado in meno non rappresenta un problema (meglio meno che più!). Se avete l’opportunità, potete anche modificare l’interno del box aggiungendo alla vostra incubatrice dei ripiani rialzati dal fondo per sfruttare al meglio il volume disponibile: in questo caso, potete sistemare il tappetino anche sulla base. Ad ogni modo, come detto sopra, dove posizionerete il tappetino non è fondamentale a patto che la sonda del termostato sia sempre nel contenitore più vicino ad esso.


Quale termostato è meglio scegliere per un’incubatrice fatta in casa?

Negli anni di allevamento abbiamo avuto modo di utilizzare praticamente quasi ogni modello di termostato in commercio, sia per regolare la temperatura dei terrari che quella delle incubatrici. La sensibilità del termostato in un’incubatrice è ovviamente un parametro di scelta essenziale, anche più importante di un termostato utilizzato in un terrario. Ciò che ci sentiamo di consigliarvi è valutare anche la robustezza delle uova che dovrete incubare: quelle di P.guttatus, E.macularius, P.vitticeps, T.Hermanni, sono sicuramente più resistenti (accettando un range di temperature un pochino più ampio), per cui un termostato on/off è già abbastanza sensibile per la loro incubatrice. Bisogna tener presente, come detto precedentemente, che il box in polistirolo giocherà il ruolo fondamentale nel mantenimento della temperatura ed il termostato sarà molto facilitato nel suo compito. Se volete pretendere il massimo della precisione ed il minor scarto possibile dalla temperatura target, scegliete un termostato dimming digitale (gli analogici richiedono un riscaldatore minimo di 40w e voi ne userete molti meno!) o un termostato ad impulsi.

Come già detto, sistemate la sonda del termostato nel contenitore delle uova più vicino al tappetino (consigli: in alcuni casi abbiamo dedicato un contenitore contenente il solo substrato d’incubazione, senza uova, alla sonda, in modo da essere sicuri di non aprirlo mai ed evitare di dimenticarci di posizionarla correttamente dopo l’ispezione).

Perché vi consigliamo di posizionare la sonda in un contenitore e non fuori, nell’incubatrice? I contenitori d’ incubazione nei quali posizionerete le uova costituiscono a loro volta un ambiente isolato (spesso senza alcun foro) nel quale, grazie all’umidità elevata, la temperatura varia un po’ rispetto a quella dell'aria nel box in polistirolo. Con l’esperienza riuscirete a conoscere la vostra incubatrice fatta in casa per capire quanto scarto avete nel box rispetto ai contenitori e potrete tarare il termostato in maniera corretta lasciandone la sonda libera all’interno. Per le prime volte, meglio essere quanto più accorti e precisi possibile.

In diversi anni di allevamento in cui abbiamo schiuso uova di svariate specie di serpenti, gechi e testuggini, le nostre semplici incubatrici home-made non hanno mai deluso le aspettative. Certamente, il fatto che le uova non vadano girate (come accade invece nei volatili!) e che le condizioni ideali e fondamentali debbano essere ricreate nel contenitore con il substrato (o con l’acqua, se incubate in sospensione) nel quale le posizionerete, rende il gioco molto più semplice!
Non ci resta che augurarvi in bocca al lupo.