Come costruire un'incubatrice per uova home-made?

Come costruire un'incubatrice per uova home-made?

La fine dell’inverno e l’inizio della primavera sono senz’altro tra i periodi più attesi dell’anno per ogni appassionato che si cimenti nell’allevamento di specie ovipare: che sia la vostra prima esperienza o che siate già ferrati in materia, se avete accoppiato degli animali e siete in attesa di uova che andranno incubate ad una determinata temperatura, sappiate che potrete costruire la vostra incubatrice in maniera molto semplice e veloce (e, soprattutto, senza spendere troppi soldi!), ottenendo un risultato preciso quanto (e più, in alcuni casi!) quello che avreste utilizzando un’incubatrice professionale. In questo articolo del blog #HerpItalia vi spiegheremo passo per passo cosa vi serve e su cosa puntare per costruire un’ottima incubatrice fatta in casa.

Una femmina di P.guttatus in attesa di deporre in una tana Umida GC!
Una femmina di P.guttatus nascosta nello sfagno umido, attende di deporre nella sua tana umida GC!

Consideriamo inoltre che spesso un allevatore ha l’esigenza di incubare uova di specie diverse che richiedono, pertanto, parametri e temperature di incubazione differenti tra loro. Affidarsi ad incubatrici professionali, in questo caso, richiederebbe una spesa non da sottovalutare. Tutto ciò che utilizzerete per costruire la vostra semplice incubatrice home made, invece, potrà essere riutilizzato con facilità il resto dell’anno per i vostri animali! ;) 

Un piccolo R.leachianus Nuu Ami appena uscito dall'uovo, schiuso su substrato Repashy Super HatchUn piccolo R.leachianus Nuu Ami appena uscito dall'uovo, schiuso su substrato Repashy SuperHatch


Un’incubatrice professionale presenta tre caratteristiche fondamentali che andrete a riprodurre nella vostra incubatrice home-made:

  • è coibentata
  • ha un riscaldatore integrato che si accende al bisogno
  • è dotata di un termostato che fa in modo che la temperatura sia quanto più costante possibile.

Come ricreiamo queste stesse condizioni nella maniera più appropriata? Andiamo a vedere nel dettaglio di cosa avete bisogno.

Piccoli di P.guttatus appena nati - schiusi utilizzando un'incubatrice artigianale ;)Piccoli di P.guttatus appena nati - schiusi utilizzando un'incubatrice fatta in casa! 

Come facciamo ad essere sicuri che mantenga la temperatura?
Il “contenitore” che andrà a costituire la nostra incubatrice, richiedendo un’ottima coibentazione, sarà molto semplicemente un box in polistirolo. In commercio ne esistono di varie tipologie, spessori e densità: scegliete sempre quelli a densità più elevata, poiché sono in grado di mantenere la temperatura interna con più precisione e più a lungo. Va bene anche riciclare i box in polistirolo che trovate in giro e che sono usati per alimentari e farmaci, facendo sempre attenzione allo spessore! Vi consigliamo di utilizzarne di abbastanza grandi, anche se dovrete incubare poche uova: sarà più difficile avere sbalzi di temperatura importanti.

Come riscaldiamo la nostra incubatrice fatta in casa?
Il riscaldatore più appropriato per un’incubatrice, secondo la nostra esperienza, è il tappetino riscaldante. Li preferiamo di gran lunga ai cavetti per diversi motivi: la facilità di posizionamento innanzitutto (quelli adesivi sono praticamente già pronti!) e perché, riscaldando ad infrarossi, non seccano eccessivamente l’aria ed è più difficile che l’ambiente si surriscaldi. I cavetti riscaldanti possono andare ugualmente bene, ma sono un po’ più macchinosi da posizionare (le anse troppo ravvicinate rischiano di surriscaldare e di fondere il polistirolo) e bisogna fare attenzione ad utilizzarne una porzione appena necessaria ad ottenere i gradi desiderati. Qualunque sia la vostra scelta, comunque, ricordate questo passaggio fondamentale: il wattaggio del vostro riscaldatore deve essere sì abbastanza elevato da raggiungere la temperatura target ma, provando a collegarlo direttamente alla corrente senza un termostato (quindi facendo in modo che esprima a pieno la sua potenza) non dovrebbe superare il target di molto!
Questo importante dettaglio è frutto dell’esperienza, non sempre purtroppo positiva: seguendo il consiglio, avrete più tempo per accorgervi se qualcosa non dovesse andare (Ad esempio, se il termostato andasse in tilt per qualche motivo o ci fosse un blackout!) o per correggere qualche errore di distrazione (come lasciare l’incubatrice aperta troppo tempo mentre ispezioniamo le uova: il termostato rilevando che la temperatura si è abbassata attaccherà al massimo della sua potenza il riscaldatore e chiudere il coperchio dopo diverso tempo potrebbe voler dire ritrovarsi una temperatura ben oltre il nostro target, e per un bel po’!)

Come posizioniamo il riscaldatore in maniera corretta?
Bisogna tenere presente che un box in polistirolo ad alta densità terrà temperatura pressoché uniforme al suo interno ed in ogni sua parte, indipendentemente da dove posizionerete il tappetino. Ovviamente, la regola fondamentale perché questa condizione sia costante è aprire l’incubatrice il meno possibile, servendoci di termometri di controllo con sonda che ci permettano di sapere sempre all’interno come procede il tutto senza dover ogni volta aprire il coperchio. Se vorrete cimentarvi con il fai-da-te, potete pensare di "ritagliare" la porzione centrale del coperchio in polistirolo, andando a richiuderla con un foglio di plexiglass: in questo modo potrete sbirciare all'interno della vostra incubatrice in ogni momento, senza dovela aprire. Attaccando il tappetino ad una delle pareti laterali del box, avrete forse qualche decimo di grado in più nei contenitori delle uova più prossimi ad esso ma, posizionando la sonda del termostato in quei pressi, sarete sempre certi che in ogni caso non sarà elevata.
Ed i contenitori più lontani? Poco male, qualche decimo di grado in meno non rappresenta un problema (meglio meno che più!). Se avete l’opportunità, potete anche modificare l’interno del box aggiungendo dei ripiani rialzati dal fondo e sfruttare al meglio il volume disponibile: in questo caso, potete sistemare il tappetino anche sulla base. Ad ogni modo, come detto sopra, dove posizionerete il tappetino non è fondamentale a patto che la sonda del termostato sia sempre nel contenitore più vicino ad esso.

..quale termostato è meglio scegliere per un’incubatrice home-made?
Negli anni di allevamento abbiamo avuto modo di utilizzare praticamente ogni modello di termostato in commercio, sia per regolare la temperatura dei terrari che quella delle incubatrici. La sensibilità del termostato in un’incubatrice è ovviamente un parametro di scelta essenziale, anche più importante di un termostato utilizzato in un terrario. Ciò che ci sentiamo di consigliarvi è valutare anche la robustezza delle uova che dovrete incubare: quelle di P.guttatus, E.macularius, P.vitticeps sono sicuramente più resistenti (accettando un range di temperature un pochino più ampio), per cui un termostato on/off è già abbastanza sensibile per la loro incubatrice. Bisogna tener presente, come detto precedentemente, che il box in polistirolo giocherà il ruolo fondamentale nel mantenimento della temperatura ed il termostato sarà molto facilitato nel suo compito. Se volete pretendere il massimo della precisione ed il minor scarto possibile dalla temperatura target, scegliete un termostato dimming digitale (gli analogici richiedono un riscaldatore minimo di 40w e voi ne userete molti meno!) o un termostato ad impulsi.
Come già detto, sistemate la sonda del termostato nel contenitore delle uova più vicino al tappetino (tip: in alcuni casi abbiamo dedicato un contenitore contenente il solo substrato d’incubazione, senza uova, alla sonda, in modo da essere sicuri di non aprirlo mai ed evitare di dimenticarci di posizionarla correttamente dopo l’ispezione.) 
Perché vi consigliamo di posizionare la sonda in un contenitore e non fuori, nell’incubatrice? I contenitori d’ incubazione nei quali posizionerete le uova costituiscono a loro volta un ambiente isolato (spesso senza alcun foro) nel quale, grazie all’umidità elevata, la temperatura varia un po’ rispetto a quella dell'aria nel box in polistirolo. Con l’esperienza riuscirete a conoscere la vostra incubatrice per capire quanto scarto avete nel box rispetto ai contenitori e potrete tarare il termostato in maniera corretta lasciandone la sonda libera all’interno. Per le prime volte, meglio essere quanto più accorti e precisi possibile ;)

La nostra scelta: box ad alta densità, tappetino Habistat 43x28, termostato on-off Habistat Mat Stat ;)La nostra scelta: box ad alta densità, tappetino Habistat 43x28, termostato on-off Habistat Mat Stat ;)

In diversi anni di allevamento di varie specie, in cui abbiamo schiuso svariate specie di serpenti e testuggini, le nostre semplici incubatrici home-made non hanno mai deluso le aspettative. Certamente, il fatto che le uova non vadano girate (come accade invece nei volatili!) e che le condizioni ideali e fondamentali debbano essere ricreate nel contenitore con il substrato (o con l’acqua, se incubate in sospensione) nel quale le posizionerete – rende il gioco molto più semplice!
Non ci resta che augurarvi in bocca al lupo!